Un’amica mi viene a trovare, sono ormai tre anni che non ci vediamo. Pensando di farmi una cosa gradita, mi porta in regalo un sacchetto pieno di dolci fatti a mano da sua mamma. Per di più dolci fritti, e grondanti di zucchero. Sono le 11 di mattina, e io ho appena finito di fare colazione. A onor del vero, anche a stomaco vuoto non cambierebbe nulla. Insiste perché ne provi uno, o magari anche due. Insiste perché è un regalo, perché sono deliziosi, sono fatti a mano e perché pensa di farmi un piacere.
Devo trovare una scusa plausibile, nascondere l’imbarazzo, ed eliminare i dolci dal frigo al più presto possibile. Ma la cosa più difficile è non essere capace di rifiutare dicendo la più semplice verità: che quello che mi sta offrendo non è un regalo, ma una trappola per lo stomaco e una tortura per la mente.
Senza offesa.